Abbiamo vietato al capo di parlare

Un team lavora alla sfida dell’uovo mentre, in primo piano, un uomo con le braccia incrociate non può parlare, come indica il cartello di divieto.

Spostare il potere: interrompere con il gioco le gerarchie abituali permette ai team di scoprire nuovi modelli di leadership e competenze nascoste.

In uno studio dentistico, il team ricevette una missione insolita: proteggere un uovo e lanciarlo dalla finestra.
Ogni gruppo aveva materiali diversi: forbici da una parte, colla dall’altra, soltanto carta altrove. Una sola persona aveva tutto: il capo.

Di solito sarebbe intervenuto, avrebbe preso il controllo e spiegato il modo giusto. Lo faceva sempre.
Questa volta, però, non poteva parlare.
Era questa la vera sfida: non per il team, ma per lui.

Il risultato? Alcune uova sopravvissero, altre si ruppero.
Alcuni gruppi usarono con intelligenza ciò che avevano, altri fecero più fatica. Ma tutti provarono. E per una volta, il capo dovette osservare in silenzio mentre le persone procedevano a modo loro: a volte bene, a volte male, ma sempre con una soluzione propria.

Dopo, rifletté:
aveva sviluppato un’abitudine ad aiutare che, in realtà, frenava le persone.
Continuando a “sistemare” ogni cosa, toglieva al team lo spazio per faticare, risolvere e crescere.
Non servivano altri consigli. Servivano più fiducia e i materiali giusti.

Che cosa cambiò?
L’attenzione passò dal microcontrollo al mettere a disposizione risorse.
Da “Ecco come si fa” a “Ecco ciò che vi serve: adesso provate.”

La lezione?
A volte la cosa migliore che un leader possa dire è niente.
Soprattutto quando quel silenzio crea lo spazio perché gli altri possano emergere.

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