La ribellione dello spaghetto

Quando nessuno conosce la risposta, ogni persona trova la propria voce.
Il reparto ricevette un compito insolito: fare un nodo in un solo spaghetto crudo.
Niente strumenti, niente trucchi: soltanto una pasta secca e fragile. Sembra sciocco, quasi assurdo. Ed era proprio questo il punto. Nessuno sapeva come fare. Nessuno partiva avvantaggiato. Nemmeno il capo.
E questo cambiò qualcosa.
Una persona del team raccontò in seguito:
“È stato bellissimo: ho detto davvero quello che pensavo, persino davanti alla mia responsabile. Di solito non lo faccio mai.”
Perché?
All’improvviso, l’esperienza non contava più. In quel compito bizzarro, senza una soluzione conosciuta, nessuno aveva la risposta. Non c’era il rischio di sbagliare più degli altri. E questo aprì una porta.
Per lei era molto più di uno spaghetto.
Nel lavoro quotidiano tendeva a restare in disparte. Il pensiero “Ho meno esperienza della mia responsabile” la faceva tacere. Ma in quel momento strano e giocoso trovò la propria voce, e fu una bella sensazione.
Che cosa abbiamo osservato?
Quando la gerarchia si scioglie, anche solo per poco, emergono nuove voci. Il gioco può essere potente: crea spazi nei quali le persone osano di più, provano di più e scoprono che alcuni limiti che immaginavano forse non esistono davvero.
E lo spaghetto?
Forse si è spezzato. Forse no. Non era questo il punto.
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