Il puzzle che nessuno capiva

Riflessione e consapevolezza Collaborazione e fiducia

Cinque persone lavorano insieme a un grande puzzle con un paesaggio di montagna, nel quale mancano ancora diversi pezzi.

Modelli mentali condivisi: per comporre il quadro completo servono tutte le prospettive e ogni voce deve poter essere ascoltata.

Il gruppo doveva dipingere piccole tessere di carta senza sapere quale sarebbe stata l’immagine finale.
Il lavoro andava svolto “a margine” delle altre attività, nell’arco di un giorno e mezzo. Per alcune persone sembrava un compito inutile. Non ne vedevano il senso. Qualcuno lo ignorò; altri affidarono discretamente la propria parte ai membri più motivati.

La svolta? Alla fine, ogni singola tessera venne restituita, dipinta oppure no.
Quando le assemblammo, apparve un’immagine completa. Alcune tessere erano semplici, altre disordinate, qualcuna rimase bianca. Ma c’erano tutte. Ed era sufficiente.

Nessuno aveva visto il quadro completo mentre lavorava, eppure tutti ne erano diventati parte.
Anche le persone più riluttanti si erano assunte una responsabilità: affidando il compito, restituendo la tessera, riconoscendo l’importanza del progetto anche senza potersi o volersi coinvolgere a fondo. Si assicurarono che qualcosa tornasse indietro. E questo fece la differenza.

Abbiamo visto una responsabilità silenziosa.
Contribuire non significa sempre mostrare entusiasmo o agire in prima persona. A volte significa non perdere la tessera: mantenere intatto il filo perché il team possa riuscire, anche quando la propria parte è piccola, frettolosa o affidata a qualcun altro.

E alla fine?
L’immagine era completa. Anche il messaggio: per ottenere risultati condivisi serve una cura condivisa, non la stessa quantità di energia da parte di tutti.

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